CURARSI CON L'OMEOPATIA

Coliche e Omeopatia: il disturbo e i rimedi

Spasmi addominali doloranti e altri problemi intestinali come gonfiore, stipsi e diarrea sono i sintomi più comuni delle coliche addominali, un disturbo che si verifica nell’intestino. Le coliche addominali possono interessarne vari tratti, anche se spesso riguardano il colon, e sono causate principalmente da infiammazioni o dalla difficoltà di transito del contenuto intestinale. Sono molto frequenti nei neonati e nei bambini, ma anche negli adulti, tendono a svilupparsi gradualmente e, qualora non vengano curate per tempo, possono diventare croniche. In questo senso, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel prevenire e nell’alleviare tale disturbo insieme ad uno stile di vita sano ed equilibrato. È fondamentale anche godere di una buona stabilità emotiva, saper gestire l’ansia e lo stress, tutti fattori che possono influenzare la salute dell’intestino, definito dalla lettura scientifica internazionale come il nostro “secondo cervello”. Al suo interno agisce infatti una fitta rete nervosa, detto sistema nervoso enterico, in grado di comunicare con in sistema nervoso centrale e che per tanto reagisce alle alterazioni degli stati emotivi.

In generale, le coliche addominali possono essere causate da una vasta gamma di fattori rispetto ai quali è necessario intervenire sia diagnosticamente sia terapeuticamente con processi mirati e su misura.

 

Le cause delle coliche addominali

Si possono identificare due macro-cause principali che provocano le coliche addominali:

  • l’occlusione parziale o totale del canale intestinale, che provoca dolore spasmodico e gonfiore;
  • l’infiammazione del canale intestinale, determinata da una cattiva alimentazione, dall’assunzione di alcune tipologie di farmaci che aggrediscono la flora intestinale, dai colpi di freddo o da altre patologie correlate.

Rispetto a quest’ultimo punto, le coliche addominali possono essere causate da disturbi come:

  • la sindrome del colon irritabile;
  • il Morbo di Crohn;
  • ernie delle pareti intestinali;
  • infezioni di natura batterica o virale;
  • coliti ulcerose;
  • stenosi (ovvero restringimenti) di natura infiammatoria o neoplastica.

Inoltre, anche stati emotivi alterati come lo stress e l’ansia sono spesso determinanti nel provocare le coliche e la sintomatologia ad esse annessa.

Appare chiaro come il quadro diagnostico rispetto a questo disturbo non sia di facile interpretazione, proprio a causa dell’eterogeneità di fattori che possono provocarlo. In questo senso, è fondamentale valutare la sintomatologia tramite un attento esame fisico e diagnostico.

 

Coliche addominali e sintomi

I sintomi principali delle coliche sono i crampi addominali e la diarrea o la stipsi, specialmente se derivano da problematiche di natura ostruttiva, causate da difficoltà di transito intestinale. Gli altri sintomi più comuni sono:

  • gonfiore e indurimento delle pareti intestinali;
  • febbre e diarrea, in caso di infezione di origine virale o batterica come in presenza di gastroenterite;
  • sudorazione;
  • meteorismo.

Può capitare che la sintomatologia delle coliche addominali sia caratterizzata da spasmi dolorosi talmente acuti da indurre chi ne è affetto per la prima volta a credere che si tratti di appendicite o ulcera. Ecco perché è necessario verificare che gli spasmi non siano associati a febbre, a sanguinamenti rettali o vaginali, sintomi in presenza dei quali è necessario recarsi immediatamente da un medico.

 

Coliche nei neonati: come riconoscerle

Le coliche nei neonati, solitamente definite “colichette”, sono un disturbo molto comune che tende a sparire fisiologicamente nelle prime dodici settimane di vita. Solitamente vengono manifestate con pianto e agitazione, ovvero smorfie, estensione delle gambe ed emissione di flatulenze. Nella maggioranza dei casi, questo tipo di disturbo non deve destare alcuna preoccupazione. Se però è persistente, può essere opportuna una visita pediatrica per escludere che si tratti di un altro genere di patologia, valutando la durata, la frequenza, l’intensità e la modificabilità del pianto.

Per riconoscere il pianto dovuto alle coliche si può seguire la così detta regola del 3, ovvero:

  • i primi episodi compaiono già dalla terza settimana di vita;
  • il pianto è presente per oltre 3 ore al giorno, 3 giorni a settimana e dura da oltre 3 settimane.

In alcuni casi è consigliabile modificare l’alimentazione specialmente quando si sospettano intolleranze alle proteine del latte vaccino. Pertanto, se il bambino è allattato al biberon è opportuno passare ad una formula con latte non vaccino, se invece il bambino è allattato al seno, è utile eliminare i latticini dalla dieta della madre.

 

Alimentazione e prevenzione

Se si esclude la correlazione con altre patologie come il Morbo di Crohn, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia in termini di prevenzione che di cura per le coliche addominali. Infatti, la salute dell’apparato gastrointestinale è condizionata dagli alimenti che compongono la dieta che si conduce e per tanto, qualora si sia soggetti a questo disturbo e se si intende prevenirlo, è bene conoscere quali cibi vanno esclusi e quali invece sono facilmente digeribili e assimilabili in caso di coliche addominali o di predisposizione a questo disturbo. Nello specifico, i cibi da evitare sono:

  • agrumi, kiwi e frutta molto dolce come banane, pesche, albicocche, fichi, datteri, pere, mele, anguria, melone e mango;
  • cioccolato, miele e dolci;
  • insaccati di maiale;
  • alimenti piccanti;
  • formaggi molto grassi e latte;
  • caffè, alcolici e superalcolici;
  • farine sia raffinate, sia integrali;
  • legumi, cavolo e peperoni.

Ora vediamo invece che cosa mangiare in caso di coliche addominali. Gli alimenti consigliati sono quelli ricchi di fibre, in grado di prevenire la stitichezza e i casi di occlusione, perché stimolano la regolarità intestinale. In generale, sono facilmente digeribili le verdure cotte al vapore; inoltre questo tipo di cottura elimina moltissimi batteri. Si consiglia anche il pesce lesso e l’assunzione di almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, che contribuisce alla fluidificazione delle feci e al loro transito nel canale intestinale.

 

Coliche addominali e rimedi omeopatici

I principali rimedi omeopatici per le coliche addominali che solitamente sono consigliati per contrastarle o prevenirle sono:

  • Nux vomica, utile in caso di indigestione che comporta dolori addominali associati a stitichezza e gonfiore;
  • Pulsatilla, indicato in Omeopatia per alleviare i dolori addominali causati da pasti abbondanti;
  • Chamomilla, consigliato nel caso in cui gli spasmi di dolore siano intermittenti e di origine psicosomatica;
  • Belladonna, utile per contrastare i dolori addominali causati da ostruzione intestinale;
  • Lycopodium, indicato in caso di dolori addominali molto acuti, specialmente dopo i pasti, accompagnati da un forte senso di gonfiore e nei soggetti tendenzialmente stitici;
  • Sulfur, il rimedio consigliato in caso di diarrea e meteorismo;
  • Arsenicum, utile per alleviare le coliche derivanti da intossicazioni alimentari;
  • Lachesis, consigliato quando il gonfiore è tale per cui non si tollera alcun tipo di pressione sul basso ventre e sull’addome;
  • Bryonia, il rimedio indicato per i dolori di tipo puntorio, associati a stitichezza e secchezza delle mucose.

Questi rimedi omeopatici contro le coliche addominali possono essere utili anche per prevenire l’aggravarsi del disturbo nelle sue fasi più complesse. Inoltre, come per ogni terapia omeopatica, anche per le coliche addominali il medico omeopata individua nel paziente il tipo costituzionale di appartenenza, da cui partire per individuare i rimedi maggiormente efficaci. Anche per questo motivo, prima di intraprendere una terapia omeopatica, è fondamentale chiedere consiglio al proprio medico di fiducia che, essendo a conoscenza della storia clinica, potrà dare le indicazioni più adeguate, sulla base delle caratteristiche del paziente e della singola patologia.

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