I PIONIERI DELL'OMEOPATIA

Gilbert
Charette

1878-1953

Nato a Bléré nell’Indre et Loire il 9 Febbraio del 1878, il medico Gilbert Charette è stato uno dei maggiori esponenti della cultura omeopatica nonché autore di moltissime opere formative di facile consultazione per la pratica medica quotidiana.

 

Gli studi e la guerra

Dopo aver terminato gli studi in Medicina a Montpellier, nel 1906 Gilbert Charette cominciò a praticare la professione come medico di campagna ad Allones, nella Maine et Loire. Qualche anno dopo si trasferì a Parigi con l’intento di studiare approfonditamente l’oftalmologia. Successivamente, nel 1912 Gilbert Charette si trasferì a Le Mans dove conobbe il medico omeopata André Naveau, il farmacista Jacques-Auguste Peuvrier e Victor Crepel, primario al St. Jacques Hospital. In questo contesto Charette ebbe il suo primo approccio con l’Omeopatia che però fu bruscamente interrotto con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.

Durante la guerra, Gilbert Charette operò come medico tenente fino all’armistizio. Cessata la guerra si trasferì definitivamente a Nantes dove pratico la professione di medico omeopata fino al 27 novembre del 1953, anno in cui morì.

 

Gilbert Charette, l’approccio didattico e le sue opere

L’illustre amico Anatole France incoraggiò sin da subito Gilbert Charette a seguire una delle sue più grandi passioni: scrivere di Omeopatia. Fu così che cominciò a dedicarsi alla divulgazione scientifica nell’ambito della Medicina Omeopatica dando piena disponibilità alle riviste specializzate, nonostante in quegli anni le redazioni giornalistiche fossero particolarmente esposte a polemiche e attacchi da parte di farmacisti e medici con differenti approcci. Il suo contributo fu tale per cui verso la fine della sua carriera gli articoli pubblicati per il Journal des praticiens vennero raccolti in una delle sue opere più note: “Qu’est-ce que l’homéopathie? Ce que tout médecin doit en savoir”.

Nel corso degli anni vissuti a Nantes, Gilbert Charette pubblicò diverse opere pensate per la pratica quotidiana della Medicina Omeopatica tra cui “Précis d’homéopathie, La Matière médicale pratique” (1928) “Les progrès de l’homéopathie à Nantes” (1947-1948) e “La matière médicale homéopathique expliquée” (1952, 1979).

Di altro calibro, sono invece da annoverare gli articoli dal taglio monografico raccolti nell’opera “Omeopatia nella storia e nella letteratura” come:

  • Herbeau” (1945)
  • Il dottor Octavius Castuel” (1946)
  • Un avvelenatore omeopata” (1946)
  • Vicino a Sant’Elena” (1946).

Invece, sotto lo pseudonimo di Marcelin Gilbert, pubblicò opere come “Il cavaliere Charrette, re della Vendée” (1951) e “Diciannove storie di medicina” (1937).

La passione per la Medicina Omeopatica e la sua divulgazione lo portarono a insegnare la disciplina dell’Omeopatia alla Scuola di Medicina di Nantes, partecipando a conferenze e congressi internazionali fino ad ottenere la croce di cavaliere della Legion d’onore dalla Lega della Medicina Omeopatica Internazionale.

 

Compendio di Omeopatia: l’opera maggiore di Gilbert Charette

Compendio di Omeopatia. La materia medica spiegata” (1952) è considerata da decenni come una delle più mirabili sintesi della Materia Medica Omeopatica, tant’è che più generazioni di medici hanno speso parte della loro formazione su questo prezioso testo. Tuttora resta uno dei caposaldi della didattica della Medicina Omeopatica oltre che un funzionale strumento di consultazione per la sua pratica quotidiana. La particolarità di questo testo risiede nell’approccio alla patogenesi: solitamente nelle materie mediche omeopatiche si descrivono patogenesi cliniche, ovvero non derivanti dalla sperimentazione su soggetti sani, mentre Charette, in questa sua opera maggiore, descrive le patogenesi dei rimedi omeopatici classici già sperimentati e utilizzati con successo nella pratica quotidiana da oltre duecento anni. In questo senso, Compendio di omeopatia si configura tutt’oggi come uno strumento utile non solo alla didattica dell’Omeopatia, ma anche come solida base per la Medicina Omeopatica moderna. Infine, in quest’opera sono riportati i rimedi omeopatici che secondo Charette sono ascrivibili alla categoria dei policresti tra cui compaiono: Aconitum, Arnica, Arsenicum, Belladonna, Bryonia, Calcarea carbonica, Carbo vegetabilis, Causticum, Chamomilla, China, Dulcamara, Graphites, Hepar sulfur, Hyoscyamus, Ignatia, Ipeca, Lachesis, Lycopodium, Mercurius, Natrum muriaticum, Nux vomica, Phosphorus, Psorinum, Pulsatilla, Rhus tox, Sepia, Silicea, Sulfur, Thuja occidentalis e Veratrum album.

Conosciamo le origini della disciplina e la storia dei grandi Maestri

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