CURARSI CON L'OMEOPATIA

Omeopatia, dolori muscolari, lombalgia e sciatalgia

Il mal di schiena che coinvolge la fascia muscolare bassa subito sopra dei glutei, è definito lombalgia e, insieme alla sciatalgia, è un problema molto comune sia nei giovani sia negli anziani. Si tratta di sintomi spesso correlati tra loro, anche se interessano differenti parti anatomiche quali la regione lombare (la parte inferiore della schiena) e le aree anatomiche percorse dal nervo sciatico ( a partire dalla zona lombare, passando per i glutei, fino alle gambe e ai piedi).

 

Cos’è la lombalgia

Il dolore alla parte bassa della schiena è un disturbo definito col termine lombalgia e indica la sofferenza a livello muscolare e osseo della regione lombare. Si tratta di un malessere non identificabile con una malattia specifica nè riconducibile ad una causa univoca. Persino la durata del disturbo è variabile, ma a seconda dell’arco temporale in cui si protrae, è possibile classificare due forme di lombalgia:

  • acuta, con durata inferiore a 4 settimane;
  • cronica, con durata superiore ai 3 mesi.

 

Lombalgia acuta

La lombalgia acuta è un segnale dall’allarme che il nostro organismo manifesta, allo scopo di proteggere il corpo impedendo movimenti potenzialmente in grado di peggiorare la condizione di infiammazione che affligge la regione lombare. Infatti, la lombalgia acuta è causata da una lesione muscolare, legamentosa, articolare o discale accompagnata da fenomeni infiammatori che partecipano al processo di guarigione e che terminano autonomamente entro un massimo di trenta giorni.

 

I fattori di rischio o fattori secondari

Il passaggio da una lombalgia acuta ad una cronica è spesso riconducibile a fattori fisici, psichici e sociali quali:

  • una lombalgia pregressa;
  • il protrarsi dei sintomi;
  • un dolore irradiato fino agli arti inferiori;
  • la limitazione della mobilità articolare;
  • poca o assente attività fisica;
  • il sovrappeso;
  • il fumo di sigaretta e, in generale, uno stile di vita poco sano;
  • altri disturbi all’apparato locomotore;
  • lo stress e la depressione.

 

Infine, sono definiti “Fattori di rischio secondari sociali”, condizioni come l’insoddisfazione professionale, un più generico disagio sociale e la “sindrome da indennizzo”.

 

Lombalgia cronica

Si definisce così se tende a perdurare oltre i tre mesi, non necessariamente a causa di una lesione o di un trauma. A differenza della lombalgia acuta, quella cronica non ha funzione né adattativa, né protettiva, riduce invece le capacità motorie, intacca la funzionalità del rachide (la struttura anatomica della colonna vertebrale) e favorisce l’insorgere di condizioni di disabilità.

 

Cause e sintomi della lombalgia

Le cause

Le cause del dolore alla regione lombare sono molteplici ed eterogenee. Infatti, spesso questo disturbo non è provocato da un problema specifico alla colonna vertebrale o da patologie rachidee, bensì da cause aspecifiche come una postura e un andatura scorretta, lo stress o l’eccesso di peso.

Pur trattandosi di un sintomo comune ad entrambi i sessi, sono le donne ad accusare più frequentemente questo disturbo a causa di alcune condizioni che effettivamente interessano esclusivamente il sesso femminile come:

  • il ciclo mestruale o la sindrome premestruale;
  • l’endometriosi;
  • le cisti ovariche;
  • la malattia infiammatoria pelvica;
  • l’utero retroverso;
  • i fibromi uterini;
  • la trombosi della vena ovarica;
  • le neoplasie maligne come il carcinoma dell’ovaio o dell’utero;
  • l’osteoporosi.

Inoltre, durante la gravidanza, in particolare nell’ultimo trimestre della gestazione, sono molte le donne che accusano dolori alla fascia lombare a causa dell’aumento di volume dell’utero e del conseguente aumento di peso, che comportano l’assunzione di una postura scorretta a discapito dei muscoli, delle ossa e dei legamenti della schiena.

Tra le cause più comuni della lombalgia è da annoverare anche la sciatalgia, ovvero l’infiammazione del nervo sciatico, spesso favorita da alcuni fattori quali:

  • l’obesità, la sedentarietà e uno stato di cattive condizioni fisiche generali;
  • il fumo di sigaretta;
  • lo stress psicologico;
  • gli sforzi fisici intensi o troppo pesanti;
  • l’uso prolungato di scarpe col tacco alto o scomode;
  • l’assunzione di una postura scorretta;
  • i piccoli infortuni, l’aria condizionata o i colpi di freddo in generale.

 

I sintomi

Per quanto riguarda la sintomatologia, è bene ricordare che il dolore alla regione lombare non è definibile come una vera e propria malattia, ma piuttosto come un sintomo che può manifestarsi assieme ad altri e presentarsi sia continuativamente, sia in modo intermittente o ingravescente. La lombalgia si manifesta con maggior frequenza dopo uno sforzo fisico eccessivo, ma anche a seguito di piccoli movimenti inadeguati, ma è possibile che si presenti anche a riposo.

La forma più frequente di mal di schiena si manifesta con dolori che:

  • limitano i movimenti;
  • si acuiscono a seguito dell’assunzione di particolari posizioni;
  • si irradiano alla parte posteriore della coscia, mai oltre il ginocchio.

In questo ultimo caso, è possibile che alla lombalgia sia associato il coinvolgimento infiammatorio del nervo sciatico. Al contrario, se il dolore si irradia a partire dall’inguine fino alla parte anteriore della coscia, allora è possibile che alla lombalgia si associ una cruralgia. A tal proposito, un forte mal di schiena irradiato all’inguine, associato a tracce di sangue nelle urine e bruciore durante la minzione, può esser provocato dalla presenza di calcoli renali. Invece, se il dolore si localizza sul fianco destro o sinistro della schiena, potrebbe trattarsi della compressione dei nervi spinali causata da una protrusione discale o da un’ernia. Infine, il dolore alla schiena può essere associato a nausea, intorpidimento e formicolio alle gambe.

 

Sciatalgia o sciatica: di cosa si tratta

La sciatalgia o sciatica (il termine più comunemente impiegato), è una condizione dolorosa che coinvolge le aree anatomiche percorse dal nervo sciatico quali la regione lombare, i glutei, le cosce, le gambe e i piedi. Il dolore al nervo sciatico può irradiarsi sia lungo l’intero decorso del nervo sciatico, oppure solo in alcune delle sue parti.

 

I sintomi della sciatica e le cause

Le cause

La principale causa di sciatica è la compressione e la conseguente irritazione del nervo sciatico o delle sue radici a livello spinale. Tale compressione irritativa può essere determinata da diverse patologie come:

  • un’ernia del disco spinale;
  • una discopatia degenerativa del tratto lombare o sacrale della colonna vertebrale;
  • una stenosi vertebrale (ovvero il restringimento patologico di una porzione del canale vertebrale o canale spinale entro cui risiede il midollo spinale) con sede tra il tratto lombare e quello sacrale della colonna (vertebrale);
  • una stenosi foraminale (ovvero il restringimento dei piccoli canali attraverso cui scorrono le radici dei nervi spinali) che interessa il tratto lombare o sacrale della colonna vertebrale;
  • una spondilolistesi (ovvero la patologia della colonna vertebrale caratterizzata dallo scivolamento di una vertebra sull’altra) con sede tra il tratto lombare e quello sacrale della colonna vertebrale;
  • una sindrome del piriforme (ovvero l’insieme di sintomi che scaturiscono dalla compressione e dall’irritazione del nervo sciatico da parte del muscolo piriforme) che determina la compressione irritativa dopo aver subito un trauma o una contrattura;
  • un tumore spinale con sede tra il tratto lombare e quello sacrale della colonna vertebrale.

Di puro interesse femminile, a questo elenco di cause è doveroso aggiungere lo stato di gravidanza in fase avanzata. Infatti, nelle donne incinte, l’utero può, in alcuni casi, premere sui nervi spinali che costituiscono il nervo sciatico. Infine, la sciatalgia è una condizione che può presentarsi anche a seguito di una lesione traumatica del nervo sciatico.

Tra i fattori di rischio più comuni che possono portare all’insorgere della sciatalgia spiccano invece:

  • l’età avanzata;
  • l’obesità;
  • le attività lavorative usuranti;
  • La sedentarietà. Il confronto tra chi conduce una vita sedentaria e chi, invece, conduce una vita attiva, ha dimostrato che i primi sono più soggetti alla sciatica, rispetto ai secondi;
  • l’artrite, ovvero l’infiammazione delle articolazioni della colonna vertebrale;
  • le patologie del rachide, come la stenosi vertebrale, la stenosi foraminale e la spondilolistesi.

Anche il diabete è da annoverare tra i fattori secondari o di rischio che possono causare la sciatalgia. Questa malattia metabolica infatti può avere svariate complicanze, tra cui la cosiddetta neuropatia diabetica, una condizione in cui può aver luogo il deterioramento dei nervi periferici.

 

I sintomi

La sciatalgia si manifesta con:

  • formicolio e intorpidimento delle parti interessate;
  • debolezza muscolare;
  • difficoltà nella deambulazione.

Più nello specifico, la sciatica spesso porta a una spiacevole percezione di dolore sulla parte bassa della schiena, sui glutei o lungo la gamba fino al piede. L’intensità e il persistere del dolore possono variare in base alla causa scatenante. Infatti, in alcuni pazienti, il dolore sciatico può essere bruciante, acuto e intenso, mentre per altri può essere lieve per la maggior parte del tempo, acuendosi solo in determinate circostanze, dando adito ad una sensazione simile a delle fastidiose scosse elettriche.

Generalmente, il dolore caratteristico della sciatica tende a comparire in una sola metà del corpo anche se, tuttavia, non mancano i casi in cui la sciatica si manifesta in entrambi i lati. In caso di complicazioni e aggravamenti dovuti ad una compressione del nervo sciatico di particolare intensità, la sciatica può comportare diverse complicanze come la zoppia e la perdita del controllo degli sfinteri anale e viscerale.

 

Come combattere la lombalgia e la sciatalgia

Curare un paziente affetto da lombalgia e/o sciatalgia richiede un approccio multidisciplinare che può coinvolgere, a seconda della causa scatenante, figure professionali diverse: dal medico di famiglia all’ortopedico, fino al chirurgo o, addirittura, al dentista. Spesso, le cure prescritte comprendono delle terapie farmacologiche antidolorifiche, ma anche a base di cortisone o di antidepressivi. Si associano generalmente della fisioterapia e dei trattamenti più particolari come l’ossigeno-ozono terapia, specialmente in presenza di ernia del disco.

Nella maggior parte dei casi, la sciatalgia e la lombalgia guariscono spontaneamente. Pertanto, spesso si raccomanda il riposo – evitando di stare però troppo tempo a letto – e la correzione di alcune abitudini posturali scorrette. Si ritiene sia particolarmente utilie anche l’applicazione di impacchi caldi e freddi: il caldo infatti riduce gli spasmi muscolari, mentre il freddo riduce il gonfiore, l’infiammazione e la tensione muscolare. Si consiglia inoltre di praticare regolarmente degli esercizi volti ad allungare i muscoli compromessi, ovvero lo stretching. Infine, per prevenire l’insorgere di questi disturbi, è consigliabile evitare di sollevare pesi gravando sulla colonna vertebrale, mentre è bene praticare regolarmente dell’esercizio fisico e abituarsi a mantenere una postura corretta, specialmente da seduti.

 

Rimedi contro la sciatica e la lombalgia

I principali rimedi omeopatici per lenire la sintomatologia della lombalgia e della sciatalgia che solitamente sono consigliati sia in termini preventivi sia curativi sono:

  • Aconitum napellus, indicato specialmente per placare i formicolii e per lenire i dolori degli arti inferiori;
  • Causticum Hahnemanni, utile per alleviare i dolori che compaiono nel passare dalla posizione seduta o accovacciata alla posizione eretta;
  • Nux vomica, consigliata specialmente per i dolori alla regione lombare che peggiorano stando seduti o sdraiati;
  • Atropa Belladonna, in grado di alleviare gli spasmi muscolari;
  • Chamomilla, indicata in caso di eccessiva sensibilità ai dolori e ai crampi che si irradiano lungo la coscia;
  • Arsenicum album, utile in caso di dolori urenti (ovvero simili ad una sensazione di bruciore), che si intensificano nella notte e che migliorano con il calore.

 

Tutti questi rimedi possono essere utili per prevenire l’aggravarsi della sintomatologia dolorosa verso le sue manifestazioni più severe. Ad ogni modo, è importante ricordare che, come per ogni terapia omeopatica, anche per i disturbi legati alla lombalgia e alla sciatalgia, è importante rivolgersi al proprio medico omeopata, in grado di individuare nel paziente il tipo costituzionale di appartenenza, da cui partire per individuare i rimedi maggiormente efficaci.

 

Cure omeopatiche: alcuni esempi di come la Medicina Omeopatica può essere un valido alleato

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