I PIONIERI DELL'OMEOPATIA

Christian Friedrich Samuel
Hahnemann

1755-1843

Christian Friedrich Samuel Hahnemann può essere universalmente considerato il padre dell’Omeopatia.

Nacque in Germania nel 1755 e ben presto si appassionò allo studio della medicina tradizionale, conseguendo, nel 1779, la laurea con lode all’Università di Erlangen. Nel frattempo sposò Henriette Kuchler da cui ebbe ben undici figli. Dopo la laurea iniziò l’attività clinica e divenne un affermato professionista:

  • Dal 1781 al 1784 ricoprì la carica di ufficiale sanitario sorvegliante delle farmacie della provincia di Gommern
  • Nel 1785 si trasferì a Dresda, dove lavorò come traduttore di testi medici e venne nominato direttore dell’Ospedale locale di Dresda

Nonostante le numerose soddisfazioni, Hahnemann iniziò ben presto a rendersi conto dei limiti della medicina convenzionale nella cura di alcune patologie.

Hahnemann e l’abbandono della medicina tradizionale

Un giorno del 1789, Hahnemann cadde in una profonda crisi spirituale nei confronti della medicina tradizionale, definita da lui “Allopatica”, priva di metodo scientifico e fondata su principi contraddittori.

Questa crisi lo portò ad allontanare tutti i suoi abituali pazienti dallo studio poiché si rese improvvisamente conto di non poterli più guarire con i principi della medicina classica.

L’insoddisfazione per le terapie del momento lo spinse ad abbondonare in modo definitivo la sua professione e a trasferirsi a Lipsia dove iniziò a dedicarsi alla traduzione di testi scientifici.

L’inizio della Medicina Omeopatica e il principio dei simili

Durante la trasposizione in lingua di un capitolo del libro Materia Medica del dr. William Cullen sulla cura delle febbri intermittenti con la corteccia di China, Hahnemann decise di sperimentare la veridicità di questa sostanza e provare gli effetti su se stesso.

Dopo aver assunto la China, Hahnemann constatò la comparsa dei sintomi della “febbre intermittente”, gli stessi sintomi che la sostanza si prometteva di curare. Ritenne, allora, di aver scoperto una nuova legge terapeutica, ben diversa da quelle conclamate dalla medicina tradizionale contemporanea. La sua intuizione segnò l’inizio ufficiale della Medicina Omeopatica e l’affermazione di due importanti principi:

  • le sostanze naturali assunte alle dosi abituali ponderali provocano specifici disturbi nei soggetti sani
  • le stesse sostanze assunte a basse dosi sono in grado di guarire quegli stessi disturbi (Similia similibus curantur, il principio dei simili”)

Questo principio affermava, quindi, che le malattie si guariscono con medicamenti che producono nel soggetto sano i sintomi caratteristici del morbo da combattere.

Il principio omeopatico delle diluizioni infinitesimali

Forte delle sue scoperte, Hahnemann iniziò a sperimentare il “principio dei simili” testando clinicamente altre sostanze su se stesso, sui membri della sua famiglia e i suoi allievi. Per evitare eventuali effetti collaterali e danni ai pazienti, egli diluì gradualmente la concentrazione dei medicamenti fino ad arrivare a dosi estremamente basse.

Il metodo funzionò ed egli si rese conto di aver stabilito altri due cardini della Medicina Omeopatica:

  • Il “principio delle diluizioni infinitesimali
  • Il processo di “Dinamizzazione

Secondo Hahnemann, l’azione dei medicamenti aumentava progressivamente con il diminuire della dose (principio delle diluizioni infinitesimali) se la sostanza, durante i passaggi della diluizione, veniva agitata energicamente per potenziare la sua azione terapeutica (dinamizzazione).

La diffusione della Medicina Omeopatica

Alla fine del 1700, Hahnemann iniziò a praticare la terapia omeopatica e fu seguito da numerosi discepoli come G.H.G. Jahr,  Von Böenninghausen e Griesselich, che lo aiutarono a diffondere i principi di questa nuova scienza medica in Germania e in Austria.

Egli operava la sua professione in un clima di guerra, dovuto al susseguirsi di battaglie dell’impero napoleonico. In questo contesto, Hahnemann curò centinaia di persone mediante i rimedi omeopatici.

Gli attacchi alla Medicina Omeopatica

Hahnemann e la disciplina omeopatica vennero aspramente e continuamente contestati dalla corporazione dei farmacisti che gli rimproverano il principio, da lui professato, secondo il quale: “ognuno aveva il diritto di produrre i rimedi con i quali curarsi”.

L’ostilità della classe farmaceutica e di quella medica lo costrinse, nel 1799, a traferirsi ad Amburgo dove però i suoi studi sull’Omeopatia continuarono ad essere avversati.

Gli scritti di Hahnemann

Nonostante le difficoltà, la Medicina Omeopatica iniziò a diffondersi in Europa e negli Stati Uniti ed Hahnemann continuò le sperimentazioni pubblicando diversi libri:

  • L’Organon dell’Arte del Guarire (1810), sui principi base dell’Omeopatia e sulle critiche alle pratiche mediche contemporanee
  • Trattato di Materia Medica Pura (1811-1821), sulle sperimentazioni di numerose sostanze
  • Trattato delle Malattie Croniche (1828)

Gli ultimi anni

Nel 1835, a seguito di seconde nozze con un’artista francese, abbandona la Sassonia e si trasferisce a Parigi dove esercita l’Omeopatia con grande scrupolo e passione.

Hahnemann muore nel 1843 all’età di 88 anni, lasciando un’impronta importantissima per la Medicina Omeopatica. Oltre ad aver rappresentato il capostipite di questa disciplina, egli fu il punto di riferimento e il maestro di illustri omeopati come Costantin Hering, G.H.G. Jahr, Von Boenninghausen.

 

Conosciamo le origini della disciplina e la storia dei grandi Maestri

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