I PIONIERI DELL'OMEOPATIA

Peter
Fisher

1950

Peter Fisher è un medico inglese specializzato in Omeopatia e reumatologia, noto sia per le importanti cariche istituzionali ricoperte in ambito accademico che per il suo impegno nel campo della medicina integrata. Fisher è attualmente direttore clinico e direttore della ricerca presso il Research at the Royal London Hospital for Integrated Medicine, il più grande centro europeo per la medicina integrata. È noto anche per essere il medico omeopata della Regina d’Inghilterra Elisabetta II.

 

Formazione

Peter Fisher ha conseguito i suoi studi all’Università di Cambridge. Dopo la laurea in medicina, è divenuto membro del Royal College of Physicians e della Faculty of Homeopathy accreditandosi come specialista sia in Omeopatia che in reumatologia. Nel corso della sua carriera, Fisher ha pubblicato numerosi articoli sulla ricerca in Omeopatia ed altre forme di medicina complementare e alternativa.

 

Cariche e riconoscimenti internazionali

Il Dr. Fisher è attualmente il capo editore de Homeopathy-The Journal of the Faculty of Homeopathy, edita da Elsevier, l’unica rivista specializzata in Omeopatia indicizzata su Medline (database di informazione medica gestito dal National Center for Biotechnology Information). Ricopre inoltre il ruolo di Clinical Lead della UK’s National Library per:

  • Health’s online Complementary and Alternative Medicine Specialist Library, il sito ufficiale del NHS per la medicina complementare e alternativa;
  • Complementary and Alternative Medicine Library and Information Service.

 

Nel 2007 Fisher è stato anche insignito della medaglia d’oro Albert Schweitzer dell’Accademia polacca di Medicina ed ha presieduto il gruppo di lavoro dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’Omeopatia oltre ad essere membro del gruppo consultivo di esperti dell’OMS sulla medicina tradizionale e complementare.

 

L’approccio alla medicina integrata

Peter Fisher è specializzato in Omeopatia e altre forme di medicina complementare integrate con le forme di trattamento convenzionale per i disturbi reumatologici tra cui:

  • osteoartrite;
  • artrite reumatoide;
  • sindromi tessuti molli, come la fibromialgia.

 

Ha approfondito inoltre lo studio dei trattamenti integrati per le malattie dermatologiche come le condizioni di eczema e psoriasi oltre ad una vasta gamma di problemi medici generali.

 

In un’intervista rilasciata lo scorso dicembre, Peter Fisher ha affermato che i più gravi problemi di salute pubblica da affrontare a livello globale sono:

  • la multimorbilità, ovvero la compresenza di più patologie croniche nello stesso soggetto;
  • la politerapia farmacologica, ovvero l’uso contemporaneo di cinque farmaci o più;
  • la resistenza agli antibiotici, ovvero il fenomeno per il quale i batteri risultano resistenti alle attività di farmaci antimicrobici.

 

La multimorbilità, pur riguardando più comunemente i pazienti anziani, è sempre più diffusa anche tra i giovani tant’è che, di conseguenza, è in crescita anche il fenomeno della politerapia. Infine, la resistenza agli antibiotici o lo sviluppo di batteri che sono resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti, è stata identificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una seria minaccia globale.

 

Per il Dr. Peter Fisher, l’Omeopatia può svolgere un ruolo determinante per contribuire ad arginare e risolvere queste problematiche inerenti alla salute pubblica. Gli studi e le ricerche condotte da Peter Fisher dimostrano infatti che l’uso combinato di farmaci convenzionali e omeopatici aiuta ad eliminare nel corso della terapia medicinali come gli antibiotici. Nel corso dell’intervista, il Dr Fisher ha citato uno studio condotto in Francia su 7.000 persone affette da disturbi muscolo-scheletrici, da infezioni alle vie respiratorie superiori e da disturbi psicologici o del sonno. I pazienti sono stati trattati con medicinali convenzionali e medicinali omeopatici. Al termine della ricerca, è emersa una differenza significativa: i pazienti curati con farmaci omeopatici, infatti, hanno potuto diminuire l’assunzione di farmaci convenzionali, inclusi antibiotici e psicofarmaci. In questo senso, Peter Fisher ha ribadito come l’Omeopatia risponda all’esigenza di trovare alternative alla resistenza degli antibiotici e al problema della politerapia farmacologica.

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