I RIMEDI OMEOPATICI

Coffea cruda

Il rimedio omeopatico Coffea cruda nasce dall’omonima pianta, che in latino prende il nome di Coffea arabica. Esistono due rimedi preparati a partire dalla pianta del caffè, ovvero: Coffea cruda e Coffea tosta.

 

Mentre il primo viene preparato dalla pianta naturale, il secondo viene ricavato dalla pianta tostata, ovvero sottoposta ad un particolare tipo di cottura. Dei due rimedi, Coffea cruda è indubbiamente più utilizzato rispetto a Coffea tosta.

La pianta Coffea arabica

Il nome latino di questa pianta, come si è già accennato in precedenza, è Coffea arabica (pianta del caffè). Si tratta di una pianta originaria delle montagne dell’Etiopia che presenta foglie ovali, lucide, di colore verde scuro e con i margini ondulati, portate da fusti e rami esili e leggeri.
In estate produce grappoli ascellari di fiori bianchi stellati e dotati di un intenso profumo, ai quali fanno seguito delle bacche scarlatte contenenti due chicchi di caffè. Nei luoghi di origine raggiunge i 4-6 m, mentre in vaso difficilmente supera il metro. La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee, come altri due importanti rimedi omeopatici: China rubra ed Ipecacuana. Oltre che in Etiopia, la pianta è coltivata in molti Paesi delle regioni sub-tropicali: Brasile, Colombia, Vietnam.

 

Coffea arabica è utilizzata come stimolante per la presenza di un alcaloide ovvero la famosa caffeina. La quantità di caffeina contenuta nei semi di Coffea arabica è inferiore rispetto ad altre specie del genere Coffea comunemente coltivate (in particolare Coffea canephora) ed è normalmente contenuta nel 12 per mille sulla parte secca, con oscillazioni in più o in meno a seconda delle varietà.

Leggenda sulla nascita del caffè

Il nome caffè deriva probabilmente dalla regione dell’Etiopia da dove si iniziò a fare uso del caffè (Caffa) o dal nome che questa sostanza aveva nella lingua araba.

 

Secondo la leggenda fu un pastore etiope a scoprire l’effetto della pianta: infatti alcune delle sue pecore dopo aver mangiato le bacche del caffè non presero sonno e restarono vivaci tutta la notte. Il pastore, incuriosito da quanto successo, abbrustolì alcune bacche e ne fece un infuso… inventò così il caffè!

 

Nella seconda metà del secolo XVI il caffè varcò i confini orientali per approdare in Europa: fu durante l’epoca dei grandi velieri che solcavano il Mediterraneo, che il caffè venne introdotto nel nostro continente.

 

Il merito di averlo introdotto in Italia spetta al padovano Prospero Alpino, noto botanico e medico, che ne portò alcuni sacchi dall’Oriente. I Veneziani furono quindi i primi a gustare questa deliziosa bevanda. All’inizio, comunque, il costo della bevanda era molto alto e solo i ricchi potevano permettersi il lusso di acquistarlo, poiché esso era venduto in farmacia. Successivamente vennero aperte le “botteghe del caffè”.

 

La sostanza che determina gli effetti del caffè è la caffeina che in chimica è una xantina metilata. Essa provoca sintomi eccitatori: aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, eccita il centro respiratorio, aumenta la ventilazione polmonare, diminuisce il senso di stanchezza e la sonnolenza, aumenta la capacità di risposta agli stimoli sensoriali, aumenta la secrezione di succo gastrico. A forti dosi può provocare agitazione, insonnia, euforia, ipersensibilità sensoriale, mal di testa con ronzii nelle orecchie e vertigini, non è un caso che molti dei comuni farmaci allopatici per “il mal di testa” contengano la caffeina.

Coffea cruda: rimedio omeopatico

La preparazione omeopatica di Coffea cruda utilizza la Tintura Madre ottenuta con i semi non torrefatti.

 

Per le sue proprietà in Omeopatia è un rimedio indicato per risolvere diverse problematiche come:

  • ipersensibilità al dolore
  • insonnia da stress e ideazione
  • disturbi della menopausa
  • ipereccitazione e iperestesia sensoriale
  • emicrania e mal di testa
  • dolori nervosi

Tuttavia un sovradosaggio può causare nervosismo, accompagnato da tachicardia, desiderio continuo di urinare e disturbi del sonno, oltre che maggiore sensibilità al contatto.

 

Coffea svolge un’azione calmante sul sistema nervoso centrale ed è in grado di attenuare reazioni eccessive. II rimedio ha un effetto positivo in particolare sul centro di regolazione dei nervi dei vasi sanguigni, così come sul cuore e sui reni. In questo modo l’ipersensibilità viene mitigata ed i nervi ritornano alla loro normale attività.

Coffea cruda contro l’insonnia

L’insonnia è una condizione che influenza in maniera negativa lo svolgimento delle normali attività quotidiane, questo perché colui che ne soffre ha difficoltà a prendere sonno o a rimanere addormentato. I sintomi più spesso riportati da chi soffre di insonnia sono: problemi di memoria, spossatezza mattutina, difficoltà di concentrazione, ansia e depressione.

 

Le cause dell’insonnia possono essere di vario tipo:

  • problemi psicologici e fattori emotivi
  • ansia e depressione
  • molte malattie possono accompagnarsi all’insonnia come il diabete, le allergie, i problemi gastrointestinali e i disturbi psichiatrici
  • un numero significativo di medicinali da banco e di farmaci comunemente prescritti contengono sostanze capaci di modificare il sonno

L’Omeopatia offre un approccio completo e profondo all’insonnia e la scelta del rimedio più adatto dipende dalle caratteristiche specifiche dell’insonnia del soggetto in questione.

 

Coffea cruda è un rimedio omeopatico molto utile in caso di insonnia da iperattività mentale e agitazione. Nei soggetti che soffrono di questo tipo di insonnia la mente è sempre sveglia, il pensiero è incessante ed è grande l’afflusso di idee.
La loro insonnia è causata da un’eccessiva attività mentale, oltre che disturbi di origine nervosa, come palpitazioni e tachicardia, nevralgie e disturbi mestruali.
Soffrono di insonnia almeno fino a mezzanotte e, anche quando si addormentano, non hanno mai un sonno ristoratore ma al contrario è più volte interrotto nell’arco della nottata.

Scopriamo i rimedi fondamentali della Medicina Omeopatica

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