I RIMEDI OMEOPATICI

Phosphorus

Il rimedio omeopatico Phosphorus ha origine dal fosforo bianco e in Omeopatia è indicato principalmente nella cura di soggetti ansiosi e paurosi che soffrono di disturbi nervosi e digestivi.

Il fosforo in natura

Il fosforo, il cui simbolo chimico è P, è un non-metallo abbastanza abbondante in natura (0,12% della crosta terrestre), dove però non si trova allo stato elementare ma sotto forma di fosfato, specialmente nella rocce sedimentarie e nei minerali.

 

Esistono tre forme allotropiche di fosforo, identificate dal loro colore:

  • il fosforo bianco: si ossida rapidamente assumendo una colorazione giallognola, brucia spontaneamente all’aria alla temperatura di circa 35°C circa, è velenoso ed è la forma più commercializzata per le sue proprietà chimiche;
  • il fosforo rosso: è la forma più stabile, non è infiammabile spontaneamente ma si incendia solo per impatto o sfregamento e perciò utilizzata per la fabbricazione dei fiammiferi, è privo di tossicità;
  • il fosforo nero: è simile alla grafite e ha pochissime applicazioni.

Il fosforo è uno degli elementi essenziali alla vita animale e vegetale, in quanto svolge numerose funzioni biologiche di fondamentale importanza. Nel corpo umano è presente in tutte le cellule, sia in forma inorganica che organica, e si trova:

  • nelle ossa e nei denti (80-85%),
  • nel tessuto muscolare (10%),
  • nel cervello (1%),
  • nel sangue (0,5%),
  • e la restante parte negli altri tessuti.

Utilizzi del fosforo

Il nome fosforo deriva dal greco phos (luce) e phorein (portare): il fosforo venne infatti definito come portatore di luce e, non a caso, fu impiegato a questo scopo per la costruzione della capocchia dei fiammiferi. Intorno ai primi anni del 1800 i fiammiferi che contenevano fosforo bianco ebbero una buona diffusione, sebbene si rivelarono presto tossici per gli operai addetti alla produzione. Per questo motivo i fiammiferi a fosforo bianco vennero aboliti e sostituiti da quelli a fosforo rosso.

 

Oggi i composti del fosforo, in forma di fosfati, trovano utilizzo in diverse applicazioni industriali: nella produzione di fertilizzanti, di detergenti, di dentifrici, di fiammiferi, di fuochi d’artificio, in metallurgia, nei veleni per topi ed altro ancora.

 

Inoltre i fosfati si trovano anche in una grande varietà di alimenti, quali ad esempio cereali, legumi, uova, carne, pesce. L’industria alimentare utilizza ampiamente i polifosfati come additivi (classificati con la sigla che va da E400 a E495), per migliorare l’aspetto e la consistenza di vari alimenti (formaggi fusi, carni in scatola, prosciutto cotto, salumi, insaccati, salse, budini, surimi, bastoncini di pesce, ecc.) e come addensanti per aumentarne la quantità di acqua trattenuta.

Phosphorus: rimedio omeopatico

Il rimedio omeopatico Phosphorus si ottiene da una soluzione saturata in alcol puro di fosforo bianco e dalle successive diluizioni-dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Phosphorus è uno dei più importanti policresti dell’Omeopatia, la sua costituzione è fosforica ed il temperamento è nervoso-sanguigno.
È principalmente il rimedio delle patologie acute e croniche dei parenchimi nobili, come cuore, fegato, rene, degli stati emorragici, delle affezioni polmonari, delle nevrastenie, delle nevriti (in particolare di quella ottica), delle alterazioni scheletriche e dentarie (in particolare del rachitismo).

 

Phosphorus è uno dei più grandi rimedi omeopatici con un vasto campo di applicazione nella pratica clinica in quanto copre innumerevoli affezioni sia acute che gravi. Il rimedio agisce a livello di:

  • sistema nervoso: dei nervi e principalmente del nervo ottico,
  • delle ossa,
  • dei denti,
  • del sangue,
  • delle mucose
  • tutti i principali organi e apparati (secondariamente).

I suoi principali complementari sono: Allium cepa, Arsenicum album, Carbo vegetabilis, China, Ipeca, Lycopodium, Sanguinaria, Silicea. I suoi antidoti (ma che ne aiutano l’azione) sono Calcarea carbonica, Camphora, Mezereum, Nux vomica, Sepia. E infine i suoi incompatibili sono Apis e Causticum.

Phosphorus: tipo costituzionale

Il tipo Phosphorus ha un aspetto longilineo, è alto, slanciato e poco muscoloso. Il suo torace è magro, stretto e lungo, può facilmente evidenziare un polimorfismo (cifosi, scoliosi) della colonna vertebrale. L’esame dei suoi lineamenti a prima vista può far pensare ad una persona malaticcia; infatti è pallido e tendenzialmente anemico, ma esprime tuttavia una certa armonia d’insieme senza durezza di espressione.

 

Il soggetto Phosphorus può essere paragonato esattamente a un fiammifero. Quando la capocchia (il cui componente principale è appunto il fosforo) si incendia, la fiamma divampa, si alza e rapidamente si consuma lasciando un residuo nerastro carbonizzato. Così si presenta psichicamente il tipo Phosphorus che inizialmente si entusiasma e si lancia a capofitto nel realizzare i suoi progetti ma presto si scoraggia e non porta a termine ciò che ha intrapreso.

 

Di seguito le sue caratteristiche cliniche principali:

 

Sintomi psichici

  • in fase stenica: ottimismo, ansia, agitazione
  • in fase astenica: apatia, tristezza, paure (temporale, malattie, morte)

Sintomi generali

Astenia; magrezza; bruciori (palmo delle mani); tendenza emorragica; tendenza steatosi; anemia.

 

Sintomi locali

  • testa: cefalee congestizie con vampate; vertigini; vede aloni verdastri intorno alle luci (glaucoma)
  • apparato digerente: gengiviti, afte; necrosi del mascellare; sete intensa di bevande fredde; fame vorace; fegato dolente; stipsi; diarree senza dolore
  • apparato respiratorio: epistassi; raucedine dolorosa
  • apparato cardio-circolatorio: palpitazioni; insufficienza cardiaca destra
  • apparato uro-genitale: eccitazione sessuale mentale; mestruazioni lunghe; amenorrea con emorragie vicarianti; condilomi perigenitali
  • apparato locomotore: tendenza necrotica specie del mascellare; paralisi flaccida per degenerazione midollare; tremori

Il soggetto di costituzione fosforica tende alla fase Phosphorus intorno ai 40 anni e solitamente i suoi sintomi presentano le seguenti modalità:

  • peggiorano con il freddo (tranne i sintomi dello stomaco e della testa); ad ogni cambiamento di tempo; nel periodo che va dal crepuscolo a mezzanotte
  • migliorano stando coricato (non sul lato sinistro) e con il sonno

Scopriamo i rimedi fondamentali della Medicina Omeopatica

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