I RIMEDI OMEOPATICI

Rhus toxicodendron

II rimedio omeopatico Rhus toxicodendron si ottiene dalle foglie dell’edera velenosa raccolte prima che la pianta fiorisca – periodo in cui il veleno è più forte – e quindi ridotte in polpa. Rhus toxicodendron in Omeopatia è impiegato soprattutto nella cura di disturbi reumatici e cutanei.

Edera velenosa: caratteristiche della pianta

L’edera velenosa, chiamata anche sommacco velenoso, è un arbusto della famiglia delle Anacardiacee che cresce in tutto il Canada, negli Stati Uniti e in Giappone.

 

Nonostante il nome non ha nulla a che vedere con l’edera comune (Hedera helix); contiene invece un lattice irritante tossico per la pelle che causa dermatite allergica da contatto con effetti spesso di una certa gravità.

 

Si tratta di una pianticella (arbusto o rampicante) che può raggiungere fino ai 120 cm di altezza. Le foglie sono composte trifogliate (ossia crescono in gruppi di tre), la pagina fogliare superiore è di colore verde brillante mentre quella inferiore è leggermente pubescente, di una tonalità di verde più chiara. I suoi fiori sono dioici, talvolta androgini, peduncolati e di colore bianco-verde.
Questa pianta predilige terreni rocciosi con una buona umidità e cresce sotto i 1500 metri di altitudine.

 

Nella Tintura Madre sono presenti:

  • un tannino gallico;
  • un flavonoide, la fisetina, con proprietà antinfiammatorie;
  • derivati fenolici responsabili, probabilmente, delle eruzioni cutaneo-mucose vescicolose e pruriginose dovute ad un meccanismo immuno-allergico.

Volete conoscere qualche curiosità su questa pianta tossica?
L’edera velenosa è anche conosciuta con il nome di “ortica del climber“, poiché – crescendo sulle falesie – sono numerosi gli arrampicatori che s’imbattono nelle sue foglie velenose riportando gravi reazioni cutanee. I californiani imparano a conoscerla con la rima “Leaves of three, let  it be” (“foglie a tre, lasciala stare”).
Inoltre, benché altamente tossica per l’uomo, sono diverse le specie animali che si nutrono dell’edera velenosa senza sperimentarne gli effetti. Difatti, la pianta rientra nell’alimentazione di animali come cervi e uccelli. Per gli animali domestici (cani e gatti), come per l’uomo, è però velenosa sia per contatto che per ingestione.

Rhus toxicodendron: rimedio omeopatico

La storia di questo rimedio è molto lunga: durante il 1700 un medico si accorse che un paziente intossicato dall’edera velenosa era guarito da un herpes al polso. Da qui si iniziò ad utilizzare l’edera velenosa sia nella medicina ortodossa (per i reumatismi) che nella Medicina Omeopatica.

 

Per dare vita al rimedio omeopatico le foglie vengono raccolte prima che la pianta fiorisca, quando si pensa che il veleno sia più forte, e ridotte in polpa.

 

Il rimedio omeopatico viene impiegato principalmente nei seguenti casi:

  • malattie cutanee: eruzioni cutanee bollose e vescicolose (Herpes labiale e genitale), spesso accompagnate da eritema cutaneo ed edema dolente;
  • disturbi articolari: distorsioni articolari, disturbi reumatici, nevriti, reumatismo muscolare, articolare e sindrome degenerativa del disco intervertebrale;
  • sovraffaticamento muscolare ed articolare;
  • postumi di contusioni, traumi o distorsioni;
  • scariche diarroiche acquose, mucose ed ematiche;
  • irrequietezza psicomotoria o sensazione di stordimento;
  • complicanze da raffreddamento addominale;
  • sensazione intensa di stiramento o strappo diffusa agli arti e articolazioni;
  • irrequietezza con necessità impellente di muoversi;
  • malattie da raffreddamento;
  • congiuntivite con edema palpebrale a secrezione purulenta ad eziologia reumatica;
  • mestruazioni abbondanti, prolungate o ravvicinate.

Disturbi reumatici e Omeopatia

Rhus toxicodendron è un rimedio omeopatico utile in caso disturbi reumatici. Quando si parla di reumatismi ci si riferisce ad una serie di affezioni dei tessuti connettivi che colpiscono ossa, muscoli e articolazioni.

 

Le malattie reumatiche hanno varie classificazioni a seconda della tipologia e possono essere:

  • infiammatorie (ad esempio febbre reumatica, spondilite anchilosante, artrite reumatoide);
  • degenerative (artrosi).

Vi sono una serie di fattori di rischio che incidono come la vita sedentaria, il sovrappeso, un’errata postura, alterazioni metaboliche. Un aspetto molto importante e troppo spesso sottovalutato è la causa psicogena. I sintomi principali dei reumatismi sono il dolore (localizzato o “migrante”) e il gonfiore. Possono inoltre presentarsi anche arrossamento e calore sulla zona colpita.

 

 

Rhus Toxicodendron è utile quando i sintomi dolorosi si localizzano ai tendini e ai legamenti, soprattutto quando l’aggravamento sintomatico è presente dopo l’immobilità.

Il tipo costituzionale Rhus toxicodendron

I tipi Rhus Toxicodendron sono soggetti cordiali, vivaci, scherzosi, acuti e di buona compagnia, sebbene inizialmente siano un po’ timidi. Sono soggetti seri, che lavorano sodo, e molto motivati. Se soffrono a lungo di una malattia avvertono un’inquietudine interna che li rende irritabili, frustrati, depressi e sfiduciati.

 

Ecco quali sono le loro caratteristiche cliniche:

 

Sintomi generali:

Angina, artrite, asma, bronchite, cefalea, contusioni, corea, distorsioni, colpo di frusta cervicale, disturbi compulsavi, disturbi del comportamento, eczema, emiplegia, enuresi, erisipela, eritema nodoso, faringite, febbre reumatica, fibrosite, herpes, herpes zoster, impetigine, influenza, laringite, lombalgia, malattie del tessuto connettivo, morbo di Parkinson, orticaria, pemfigo, polmonite, reumatismo, sciatica, tendinite, varicella.

 

Sintomi locali:

  • testa: congiuntivite flittenulare, cheratite flittenulare, raucedine cominciando a parlare, cefalee peggiorate con l’umidità e con i temporali, acne rosacea, erisipela del volto;
  • apparato neurologico: morbo di Parkinson (rigidità migliorata con il movimento), corea, spasmi muscolari, tic, emiplegia sinistra, vertigini peggiorate alzandosi;
  • pelle: edema intenso ed eruzioni erisipelatose e vescicolose, piccole vescicole contenenti un liquido citrino trasparente, pruriginoso e bruciante;
  • mucose: irritazione ed edema, secchezza marcata della bocca, della faringe, della lingua che può essere ricoperta da una patina scura o biancastra caratterizzata da un triangolo rosso sulla punta, sete intensa, herpes peribuccale;
  • apparato gastroenterico: diarrea con scariche frequenti di feci poco abbondanti, talvolta mucose e sanguinolente, nauseabonde con bruciori al retto, sensibilità del cieco e della fossa iliaca destra;
  • tessuti fibroconnettivi periarticolari (tendini, legamenti, aponeurosi): irrigidimenti dolorosi che migliorano grazie a movimento continuo, sensazione di rigidità articolare dolorosa;
  • sistema nervoso: sindrome febbrile adinamica tifoide con agitazione e delirio;
  • colonna: possono comparire lombalgia, sciatica, rigidità.

Sintomi mentali:

  • sonno irrequieto;
  • si muove in continuazione ma non trova mai una posizione;
  • irrequietezza generale;
  • allegria;
  • irritabilità;
  • impazienza;
  • timidezza;
  • insicurezza;

I sintomi di questo soggetto sono aggravati dal freddo, dall’umidità, dal contatto con l’acqua ma anche dal riposo e dall’immobilità. Migliorano invece con il caldo, con applicazioni molto calde, con il movimento lento e cambiando posizione.

Scopriamo i rimedi fondamentali della Medicina Omeopatica

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