VIAGGIO NELL'OMEOPATIA

Istituzionalizzazione della Medicina Omeopatica

Quando si parla di Omeopatia si fa spesso ricorso all’utilizzo del termine “alternativo”, un retaggio, questo, delle proposte politiche e sociali del movimento studentesco del ’68. In quegli anni era ritenuta alternativa qualsiasi forma di scienza o di tecnica, che si contrapponeva a tutto ciò che era istituzionalizzato.

 

In tale atmosfera di rinnovamento, cominciarono a diffondersi, negli anni ’70, la Fitoterapia, l’Omeopatia e l’Agopuntura: pratiche terapeutiche ad appannaggio quasi esclusivo di un numero ristretto di persone che cercavano l’alternativa anche in campo medico.

 

Dopo questa fase iniziale, lo sviluppo vero e proprio dell’Omeopatia si è verificato negli anni ’80 quando molti più soggetti hanno deciso di affidarsi a questa scienza considerandola come alternativa alla medicina moderna e all’eccessiva burocratizzazione delle strutture sanitarie.

 

Quindi, l’Omeopatia è da considerare semplicemente una medicina alternativa non regolata da alcuna norma di legge, oppure, nel corso del tempo, ha subito un processo di istituzionalizzazione? Scopriamolo assieme…

I medicinali omeopatici hanno una scadenza?

Assolutamente sì in quanto i medicinali omeopatici soggiacciono, anche per quanto riguarda la loro scadenza, al DLgs 219/2006, come pure le altre tipologie di farmaco.
La scadenza è fissata per legge a cinque anni, anche se, se ben conservato, il prodotto omeopatico anche passati i cinque anni non dovrebbe causare alcuna controindicazione.
Le Tinture Madri invece, una volta aperte, scadono dopo circa sei mesi.
È comunque consigliabile controllare sempre la scadenza del medicinale, che deve essere riportata sia sul confezionamento primario sia su quello secondario, e consultare il proprio medico/farmacista in caso di dubbi.

I medicinali omeopatici sono rimborsabili?

I medicinali omeopatici in Italia non sono rimborsabili in quanto non a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia come tutti i farmaci della classe “C” e le altre spese sanitarie, anche il costo dei medicinali e delle visite omeopatiche, se accompagnato dalla ricetta, dallo scontrino e dalla fattura del medico, possono essere deducibili dalla dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente ad oggi.
Se in Italia le spese per i medicinali omeopatici sono a carico totale del cittadino, questo non succede in altri Paesi. In Francia, ad esempio, la maggior parte dei medicinali omeopatici sono rimborsabili per il 35% dal Servizio Sanitario Nazionale e cresce il numero delle assicurazioni sanitarie integrative che coprono le spese per i medicinali non rimborsabili, tra cui i medicinali omeopatici.

Le istituzioni hanno riconosciuto la Medicina Omeopatica?

La questione è complessa. In Paesi come Germania, Inghilterra, Francia, Svizzera, il riconoscimento è da tempo una realtà, così come il suo inserimento nel Servizio Sanitario Nazionale. In Italia i tempi sono più lunghi, tuttavia la Medicina Omeopatica è ad oggi riconosciuta “atto medico” anche nel nostro Paese: il Congresso Nazionale della FNOMCeO tenutosi a Terni il 18 maggio 2002 lo stabilisce a chiare lettere anche per la classe Medica italiana, in recepimento sia delle indicazioni della Risoluzione n.75 del Parlamento europeo del 29 maggio 1997, sia della Risoluzione n.1206 del Consiglio d’Europa del 4 novembre 1999.
Sempre la FNOMCeO ha istituito un apposito Osservatorio sulle Medicine e Pratiche non-convenzionali. È previsto, inoltre, che ogni Ordine provinciale provveda all’istituzione di una Commissione Provinciale di Medici, Odontoiatri e Veterinari esperti in tali discipline ed alla predisposizione di registri-elenchi, dei sanitari esercenti tali discipline.
Oltre a ciò è assolutamente noto che anche le più autorevoli tra le Università nazionali eroghino Master e corsi di specializzazione in materia, e che un numero sempre maggiore di Aziende Ospedaliere e Sanitarie pubbliche stiano aprendo ambulatori dove si pratica la Medicina Omeopatica.
Per quanto riguarda l’aspetto farmaceutico, da decenni, per non dire secoli, esistono in tutto il mondo, una quantità di Farmacopee Omeopatiche Ufficiali e la Farmacopea Omeopatica Europea è attualmente parte integrante di quelle di tutti gli Stati membri, ivi compresa l’Italia.
I medicinali omeopatici, disponibili nelle farmacie italiane, sono regolarmente prodotti secondo gli standard GMP e soggetti, in tutto e per tutto, al controllo dell’Agenzia Italiana del Farmaco, come qualsiasi altro medicinale.
Il riconoscimento del prodotto omeopatico come medicinale (registrabile nella Farmacopea Ufficiale e vendibile esclusivamente in farmacia e parafarmacia), l’apertura di ambulatori omeopatici presso importanti ospedali, il moltiplicarsi di corsi post-laurea in Medicina Omeopatica e le varie traduzioni e pubblicazioni di testi scientifici sono importanti segnali che fanno sperare in un progresso su ciò che riguarda la sempre maggior istituzionalizzazione della Medicina Omeopatica.

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