VIAGGIO NELL'OMEOPATIA

Omeopatia e studi scientifici

Il periodo di massima diffusione nel mondo dell’Omeopatia è stato la seconda metà dell’Ottocento: il primo ospedale omeopatico aprì nel 1832 nella città di Sibiu (Romania) e nei decenni successivi scuole mediche omeopatiche si diffusero in tutta Europa e negli Stati Uniti.
Con il tempo, però, questa metodica terapeutica iniziò a perdere terreno. Negli Stati Uniti, ad esempio, nel 1900 vi erano ventidue scuole omeopatiche, nel 1923 ne erano rimaste soltanto due e nel 1950 tutte le scuole omeopatiche erano state chiuse.
L’Omeopatia ha conosciuto un periodo di ripresa alla fine del Novecento, con il generale aumento d’interesse nei confronti delle medicine alternative. Questo recupero di popolarità suscitò una nuova ondata di studi e ricerche cliniche.

 

L’Omeopatia da sempre ha fatto parlare di sé, nel bene e nel male. Come abbiamo visto nelle uscite precedenti, in ambito scientifico, infatti, si è disquisito molto in merito all’efficacia di questa disciplina e al suo approccio alla cura del paziente.
Oggi vogliamo parlarvi degli studi scientifici e delle relative pubblicazioni svolte sul tema. Andremo poi a rispondere ad alcune domande che spesso ricorrono tra le persone che hanno da poco iniziato ad approcciarsi all’Omeopatia.

Esistono studi scientifici che convalidano l’Omeopatia?

Assolutamente sì. Nel secolo scorso si è sviluppata una ricerca scientifica in Omeopatia che ha dato luogo a svariate pubblicazioni, non solo su riviste specializzate del settore ma anche su riviste scientifiche dedicate alla medicina convenzionale di fama internazionale.
Attualmente, per esempio, esistono una serie di organismi, come l’HRI – Homeopathy Research Institute, molto attivi nella ricerca in tale ambito.
Sono stati portati avanti due filoni di ricerca:

  • ricerca di base: finalizzata a dimostrare l’attività biologica dei medicinali omeopatici ed il loro meccanismo biologico;
  • ricerca clinica: finalizzata a dimostrare l’efficacia del metodo omeopatico o di un medicinale omeopatico per una specifica patologia.

Molto interessanti sono anche le meta-analisi, che confrontano i dati derivanti da un insieme di studi scientifici, pubblicati su varie riviste, arrivando a conclusioni relative alla qualità delle sperimentazioni effettuate e all’affidabilità dei risultati, ed effettuando una valutazione statistica sull’insieme dei dati ottenuti dalle differenti sperimentazioni analizzate.
Nonostante le svariate pubblicazioni, l’Omeopatia rimane un campo in cui vi è ancora molto da studiare e comprendere. Purtroppo la ricerca è ostacolata dalla particolarità della materia in esame (che rende non sempre agevole il rispetto di tutti i canoni predefiniti dalla comunità scientifica internazionale) e dalle scarse risorse economiche disponibili in questo settore.

Se si assume inavvertitamente un quantitativo superiore di medicinale omeopatico rispetto a quello prescritto, bisogna preoccuparsi?

Generalmente no, in quanto i medicinali sono formulati per scongiurare qualsiasi tipo di rischio tossicologico e l’effetto del farmaco non è in relazione alla quantità del preparato, ma alla sua qualità, determinata, a sua volta, dalla sua preparazione.
Nel caso si avessero dubbi, non bisogna esitare a contattare il proprio medico o farmacista e, se necessario, anche il centro anti veleni.


Quali patologie si possono curare con l’Omeopatia?

Postulato fondamentale dell’Omeopatia è che l’uomo in vita possiede una forza vitale, che pervade il suo corpo e la sua mente e che armonizza tra loro tutte le sue funzioni fisiologiche. Questa energia vitale, quando è in equilibrio, svolge un’attività protettrice contro i fattori patogeni esterni; l’Omeopatia interviene in via preventiva ed efficace sull’alterazione di questo equilibrio.
Dunque le patologie curabili con l’Omeopatia sono tantissime e spaziano in vari ambiti della medicina. L’esperienza insegna che questa terapia, eventualmente utilizzata in maniera integrata a terapie convenzionali, può essere utile in qualsiasi tipo di patologia, poiché si rivolge all’individuo e non alla singola malattia. L’Omeopatia è efficace sia nei casi di malattia organica, funzionale, acuta o cronica.

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