I RIMEDI OMEOPATICI

Calendula

Il rimedio omeopatico Calendula si ottiene dalla Tintura Madre di foglie e fiori di Calendula officinalis e dalle successive diluizioni-dinamizzazioni in soluzione idroalcolica. Calendula è particolarmente utile per la salute di pelle, stomaco e ghiandole.

Calendula officinalis: proprietà della pianta

Calendula officinalis è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Composite. Cresce selvatica nei campi e nelle vigne, ma può essere coltivata anche nei giardini. Fiorisce quasi tutto l’anno (da aprile a ottobre) e possiede diverse proprietà terapeutiche, tanto da  essere molto utilizzata nella medicina naturale.

 

La Calendula cresce spontanea in tutta l’area mediterranea, dove fu importata dal Nord Africa e dall’Asia mediorientale.
Sull’etimologia del nome Calendula esistono pareri differenti. Secondo alcuni, il termine deriva dalla parola latina calendae che significa primo giorno del mese e questo significato potrebbe derivare da un’antica allusione allo scorrere del tempo; i semi della calendula, infatti, somigliano ai piccoli quarti di luna che compaiono una volta al mese. Secondo un’altra teoria, il termine deriva invece dalla parola greca kàlanthos che significa coppa o cesta e in questo caso il nome sarebbe riferito alla forma del fiore.

 

Gli steli della Calendula possono raggiungere l’altezza di circa 70 cm e presentano diverse ramificazioni, al cui termine si sviluppano fiori di colore giallo-arancio raccolti in capolini. La Calendula presenta diverse proprietà, infatti:

  • è antisettica;
  • è antifungina;
  • contiene ormoni e precursori della vitamina A.

I suoi petali tonificano la pelle, ne curano le screpolature, le ustioni e gli eczemi. Inoltre con essi è possibile preparare lavaggi calmanti per gli occhi e un colorante giallo. Per uso esterno, la calendula si presta alla realizzazione di creme, tinture o impacchi contro acne, foruncoli, ustioni ed ulcere.

Curiosità sulla Calendula

La Calendula è un fiore ricco di storia e simbologia ed è citata in moltissimi testi greci. Sia per i greci sia per i latini, il fatto che i fiori si aprissero al mattino per richiudersi al tramonto era considerato un simbolo di dolore per la scomparsa del sole: è proprio questa credenza che ha fatto in modo che la Calendula, nel corso dei secoli, sia stata associata a sentimenti di dolore, noia e pena.

 

L’associazione della Calendula al sentimento del dolore è ben esplicitato nella mitologia greca. Secondo la leggenda, infatti, la calendula nacque dalle lacrime della dea Afrodite, disperata per la morte del suo amante, Adone, che era stato trafitto da un cinghiale mandatogli contro da suo marito Ares.

 

Anche nell’America meridionale la Calendula è sempre stata considerata un fiore simbolo di dolore. Per i messicani è il fiore simbolo della morte: una leggenda narra che le calendule, portate dai conquistatori, si siano sviluppate e diffuse nel territorio messicano a causa del sangue versato dagli indigeni, vittime della corsa alla conquista dell’oro da parte dei bianchi.

 

Per gli inglesi le calendule rappresentano, invece, il sentimento della gelosia: secondo la credenza popolare esse sono delle zitelle che, non essendo mai state amate da nessuno, alla loro morte si trasformano in calendule gialle dalla rabbia.

 

Le calendule inoltre, fin dal Medioevo, sono state utilizzate a scopo decorativo: la Calendula, adeguatamente essiccata, è uno dei pochi fiori che non subisce nessuna degradazione di colore, rimanendo di un giallo intenso per molti anni.

 

Nel linguaggio dei fiori e delle piante, nonostante la sua bellezza, la calendula non ha mai perso il suo significato originale e simboleggia ancora oggi il dispiacere, il dolore, le pene d’amore e la gelosia.

Calendula: rimedio omeopatico

Il rimedio omeopatico Calendula, come già anticipato, si ottiene dalla Tintura Madre di foglie e fiori di Calendula officinalis e dalle successive diluizioni-dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.

 

La Tintura Madre si prepara con la parte aerea (fiore e circa cm. 15 di stelo) e contiene:

  • flavonoidi e saponosidi derivati dall’acido oleanolico e tannini che svolgono attività ipotensiva;
  • acidi organici, tra i quali l’acido acetilsalicilico, con proprietà antinfiammatorie e antiaggreganti piastriniche;
  • carotene e manganese che, per uso esterno, mostrano proprietà antinfiammatorie (anche nei confronti delle punture di insetti), antisettiche, antibiotiche;
  • alcol e lattoni ad azione antimicotica, antivirale, antibiotica (notevole l’azione verso il trichomonas).

Il rimedio omeopatico Calendula viene utilizzato soprattutto nei seguenti casi:

  • contusioni;
  • lacerazioni tissutali;
  • ferite a lenta guarigione accompagnate da processi necrotici;
  • ustioni della bocca e dell’esofago;
  • delirio d’incoscienza in seguito ad ustioni.

Calendula, che ha soprattutto un uso esterno, sia come pomata, sia come tintura è l’antisettico omeopatico per eccellenza e favorisce la guarigione delle ferite, anche quelle aperte. È un buon antiemorragico per piccoli tagli, abrasioni ed escoriazioni ed è usato anche in ostetricia per trattare le lacerazioni perineali post-parto. Inoltre, le proprietà antisettiche della tintura lo rendono un buon collutorio per ulcere della bocca e mal di gola e un efficace antiemorragico dopo l’estrazione di un dente.

 

Calendula può essere assunto per via sistemica nei casi di itterizia e di febbre, associati a uno stato di irritabilità, nervosismo e intolleranza ai rumori.

 

I principali sinergici (complementari) di Calendula sono Hepar e Sulfuricum acidum. Nei casi di ferite con sensazione di dolore non sopportabile è utile l’associazione con Hypericum o Chamomilla.

Il tipo costituzionale Calendula

Il soggetto Calendula è irritabile, depresso, nervoso, ha un udito molto acuto, si spaventa facilmente e l’atto del bere gli provoca brividi con pelle d’oca.

 

Ecco quali sono le sue caratteristiche cliniche:

 

Sintomi mentali:

  • Perdita di autostima;
  • Perdita di capacità di superare un trauma;
  • Ipocondr
  • Necessita aiuto da un alleato o da un amico;
  • Sintomo chiave: sensazione di cadere quando si addormenta.

Sintomi generali:

  • Ferite eccessivamente dolorose, aperte, nette, lacerate, frastagliate o suppurate;
  • Ferite aperte con infezioni pericolose;
  • Spossatezza da perdita di sangue e dolore eccessivo;
  • Appetito diminuito, ma gusta il cibo quando mangia;
  • Appetito smodato la sera. Bulimia con immediata sazietà;
  • Malessere dopo cibi grassi;
  • Sensibilità all’umido e all’aria aperta;
  • Grande predisposizione a prendere freddo, in particolare col clima umido;
  • Bruciature superficiali e scottature.

Sintomi locali:

  • Bruciori epigastrici e pelle d’oca su tutto il corpo;
  • Ittero;
  • Ulcere: irritate, infiammate, crostose, varicose, con eccessiva secrezione di pus;
  • Emorragie nelle ferite al cuoio capelluto o dopo estrazione di denti.I sintomi di questo soggetto si aggravano con il tempo umido, con le correnti d’aria e mangiando. Migliorano invece stando sdraiati e immobili, ma anche camminando.

Scopriamo i rimedi fondamentali della Medicina Omeopatica

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